Si è diplomato in pittura alI’Accademia di Belle Arti di Brera, nella quale insegna; vive e lavora a Milano, dove è nato nel 1969.
La pittura si presenta come un campo di concomitanti tensioni figurali dove la forza combinatoria del colore e del segno fondono artificiale e naturale, fisico e virtuale in un’oscillazione continua dall’uno all’altro polo della dialettica superficie-profondità; questo crea la dinamica concettuale dell’opera, nella quale si organizzano molteplici energie capaci di attraversarla in un fitto reticolo di direzioni interpretative.
L’assunto che l’artista è inventore di mondi resi credibili dalla forza della sua stessa creazione trova in Dany Vescovi una probante conferma: l’occhio dello spettatore è attratto come al vetro di un’enorme vasca dove fluttuano leggere realtà lamellari o consistenze floreali trasparenti, aggrappate a uno sfondo che è esso stesso limite e nel contempo allusione di ulteriore profondità. L’operazione è quella di trasgredire l’ordine logico di vedere le cose, assegnando loro un ruolo diverso da quello stabilito nella consuetudine conoscitiva; in tale capovolgimento degli effetti sta gran parte della sostanza pittorica di questo artista, in cui convivono assonanze con la tecnica fotografica, aperture da “messa a fuoco”, manualità tradizionale nella stesura, memoria e presenza di acquisizioni telematiche.
Una lente d’ingrandimento ingigantisce i dettagli più insignificanti del mondo circostante (soprattutto vegetale) e li trasforma in protagonisti assoluti di un universo surreale, dove le cose sono diventate presenze che si affermano in macrodimensione secondo una tecnica di derivazione fotografica. In tal modo i dipinti di Dany Vescovi sono paesaggi fantastici dove il fascino dell’amplificazione figurale si misura in una composizione senza alcuna traccia d’eventuale riconoscibilità. In un’operazione opposta a quella della messa a fuoco l’artista sfibra i contorni e il corpo della figura fino a coglierne l’essenza primaria; il tutto mentre la luce che si deposita sulle forme ha un’intonazione fredda, di matrice elettronica.
- Chi siamoLA FONDAZIONE La Fondazione Vignato per l’Arte, ente no-profit riconosciuto, è nata a Vicenza nel 2005 dall’iniziativa dei fratelli Giuseppe e Costantino Vignato. Una realtà nata dalla passione individuale dei suoi fondatori, due professionisti che operano nel campo dell’odontoiatria, ma che con il tempo è andata ben oltre la dimensione privata. In questi anni di attività la Fondazione ha costruito un rapporto di contaminazione reciproca con il territorio, ha promosso eventi e progetti per sposare le forme contemporanee della creatività con i luoghi e gli spazi di una città intrisa di storia e cultura millenarie come Vicenza. Quasi una ventina di diversi autori raccolti nella collezione. Altrettanti progetti ed eventi realizzati nel corso degli anni, che all’inizio di questa avventura potevano apparire un sogno, oggi possono dirsi il frutto di una scommessa riuscita. Brochure Fondazione Statuto Fondazione MISSION E VALORI Gli interlocutori della Fondazione sono gli artisti e la comunità di riferimento che ne sostengono e alimentano tutte le attività, rapprensentate in primo luogo dalla diffusione e dallo sviluppo dell’arte nelle sue differenti forme espressive, dal sostegno alla realizzazione di mostre, manifestazioni, eventi e pubblicazioni d’arte. Il coinvolgimento è definito in…
- Collezione
- Eventi
- Press
- Contatti
- Iscrizione Newsletter






