Andrea Bianconi

Topografia della conoscenza, 2009, libri e tavolo, 140x200x80 cm

Esis – Nadinel (every step is an advance into new land)

Esis – Nadinel (every step is an advance into new land), 2008, tecnica mista, 190x65x55 cm

Progetto-H2O - 2007 trittico – disegno a matita - 30x40cm 30x40cm 20x30cm

La proiezione di un gesto 2009 - ceramica, legno e gomma - 40x85x40cm

 

Nato ad Arzignano (VI) nel 1974, Bianconi vive e lavora a New York. Espone in tutto il mondo.

Dopo aver frequentato studi di Giurisprudenza inizia a dipingere. In seguito decide di lavorare il vetro, la ceramica e il ferro, impara a intarsiare il legno e a cucire pelli e stoffe. 
La sua ricerca artistica si indirizza verso la sperimentazione dei materiali. E’ interessato alla privacy e ai problemi legati allo sguardo, ma riconosce come fondamentale la pratica del disegno che sempre sostiene il suo processo creativo. 
Geniale, intelligente, a volte ingenuo, fortemente entusiasta per la vita e per il suo lavoro. Aperto alle critiche, altruista, è di una vivacità imbarazzante.

Nelle sue opere, il giovane artista analizza la privacy, l’intimità spiata e talora violata, temi di grande attualità sociale e individuale su cui lavora già da alcuni anni alla sua maniera: in modo giocoso, poetico e divertente, trasformando in modo surreale, a volte barocco ed eccessivo, oggetti reali e spesso esistenti recuperati nei supermercati o nei mercatini. Bianconi in questo modo da vita a veri e propri interventi di ispirazione dadaista che superano il concetto Duchampiano poiché, non solo vengono privati del loro quotidiano utilizzo, ma rielaborati dall’artista per assumere un ruolo completamente diverso.
 La creazione pratica realizzata mediante l’uso di stoffe, piume, bottoni e quant’altro si possa reperire in merceria, viene preceduta da una serie di disegni, veri e propri progetti del lavoro che l’artista andrà a creare usando le mani, gli occhi, e la sua inesauribile fantasia. Non a caso, negli oggetti contenitori di privacy o nelle macchine per spiare Spietors, si riconoscono sia la testa dell’uomo di giurisprudenza che li ha pensati, sia la mano abile del modellista che li ha materialmente realizzati.

Alla inevitabile domanda su come gli siano venuti in mente i primi Spietors ha risposto: “tutto è nato una mattina in cui mi sono accorto che il mio vicino mi osservava ripetutamente, controllava tutto quello che facevo, mi spiava… dovevo trovare un modo per spiarlo a mia volta senza essere visto… pensai che se utilizzavo oggetti comuni opportunamente modificati, non si sarebbe accorto di nulla, nessuno può pensare che un cane in porcellana o la statua di un nano possano nascondere al loro interno un binocolo…”.

L’ingegno crea il gioco che si è poi trasformato in arte… e l’arte di Andrea fa sì sorridere, ma permette anche di riflettere e trasuda d’imbarazzante intelligenza.

Sito internet dell’artista: www.andreabianconi.com