Marco Fantini

A-fraid, 2006, tecnica mista su tela, 80x100 cm

A-fraid, 2006, tecnica mista su tela, 80x100 cm

Pittore, scultore, fotografo e recentemente anche regista, Marco Fantini è nato a Vicenza nel 1965, vive a Milano.
 Nel 1983 si iscrive alla facoltà di Architettura di Venezia, segue i corsi di fotografia di Italo Zannier e si appassiona alla fotografia di ritratto elaborando negli anni successivi un personale lavoro di ricerca incentrato sui temi della diversità e dell’alienazione. Al 1987 risalgono l’incontro con Paolo Fossati, l’abbandono parziale della fotografia e la realizzazione di collage e acrilici su tela a forte connotazione fumettistica, l’anno successivo la prima mostra Oltre il canale presso il Centro Civico della Giudecca a Venezia.
 Nel 1989 viaggia in Messico ove risiede per due anni, lavorando come progettista presso lo studio di Enrique Norten (architetto presente alla Biennale di Architettura nel 1997) e dedicandosi a ricerche sulla vita della fotografa friulana Tina Modotti. In questi anni incontra vari artisti tra i quali Manuel Alvarez Bravo e si interessa alla pittura murale Messicana con un particolare riferimento ai lavori di Rufino Tamayo. A tale periodo risale la realizzazione dei primi quadri a olio e la scelta definitiva per la pittura. Nel 1989 espone in Messico al Centro de cultura Coyoacan, dopo l’esordio. 
Gli anni tra il 1991 e il 1994 si caratterizzano per una spiccata sperimentazione materica di vaga matrice dubuffettiana portandolo verso l’attuale definizione del suo stile. Sono gli anni nei quali, di ritorno in Italia, l’artista si concentra su una pittura sperimentale ricca di elementi espressionistici. Nelle sue immagini, frutto di una instancabile elaborazione della materia pittorica, i ritratti e le figure spettrali rimandano al linguaggio e all’opera di autori come Bacon e Dubuffet. 
Nel 1992 è invitato a esporre alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, Giovane fotografia nel Veneto, con catalogo a cura di Italo Zannier, presso la Galleria Bugno Samueli e a S.Francisco, varcando così ancora, i confini italiani, all’interno dell’evento International Grant for a social photography al Mother Jones Institute of S.Francisco. Nel 1995 concepisce una serie di ritratti basati sull’ideale incrocio tra “l’Ultima cena” di Leonardo e le vicende dei Borgia, nonché l’applicazione delle medesime modalità espressive allo statuto iconografico di Mickey Mouse, soggetto che ancor oggi ricorre nella sua pittura come tentativo di drammatizzazione all’interno del mito che rappresenta.
 Questo, così come gli altri stereotipi della comunicazione divengono, in quest’ottica, non l’emblema di espressioni di massa ma reperti archeologici di un passato e di un’infanzia cui si guarda con nostalgia. In questi anni espone nel 1995 presso la Galleria Daniele Romere a Malo, l’anno successivo alla Casa dei Carraresi a Conegliano Veneto, in occasione di Pitture – Il sentimento e la forma – artisti italiani degli anni 50 e 60, con pubblicazione a cura di Marco Goldin e nella Galleria delle Arti, Spazio Lanzi, di Bologna.
 Entra in contatto con la galleria Amedeo Porro dove realizza una personale con catalogo e testi di Marco Vallora e Emilio Tadini nel 1997, a cui segue la partecipazione a una collettiva di grande richiamo al Palazzo Sarcinelli di Conegliano (TV) intitolata Palazzo Sarcinelli 1988 – 1998 – Una donazione per un nuovo museo nel 1998.
 Il 2001 è l’anno della personale nei locali della Galleria d’arte Poggiali e Forconi intitolata Genesi di un quadro, con testo critico di Alberto Fiz; mostra che poi si è trasferita presso la Galleria Il Castello di Trento. Si apre un nuovo periodo nel quale la superficie si libera con maggiore frequenza degli strati polimaterici, mentre affronta per la prima volta la tridimensionalità delle sculture in terracotta o degli specchi, sui quali rimangono impressi i segni di un’instancabile ricerca per la definizione dell’immagine. Questi ultimi lavori attirano l’interesse del Teatro India di Roma, che lo invita a esporre con una vasta personale nel 2004. Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Verona, Palazzo Forti, acquista due opere di Marco Fantini nell’autunno dello stesso anno, mentre al Mart, Museo di Trento e Rovereto, l’artista espone alla fine del 2004, seguita da Palazzo Forti a Verona nel 2005 e da Brisban in Australia e Beijing in Cina nel 2007. Del 2008 la sua partecipazione a TIFF ’08, Tirana Film Festival in Albania con una video animazione e del 2009 l’adesione alla collettiva Italian Contemporary Paiting(s) – ACT1 a cura di Alberto Zanchetta. Nel 2010 un’importante personale, intitolata Antilogia, si è tenuta negli Ambulacri di Castel Sant’Elmo a Napoli.