Paolo De Biasi
Paolo de Biasi è nato a Feltre (BL) nel 1966, vive e lavora a Treviso.Ha una formazione classica ed è laureato in architettura.
Ha partecipato a numerose mostre pubbliche tra cui: nel 2011 Premio Maretti 3° edizione Valerio Riva Memorial; Museo Pecci di Prato; nel 2010 Impresa Pittura CIAC – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea Castello Colonna di Genazzano a Roma, Italian Newbrow/B side e nel 2009 Prague Biennal (Repubblica Ceca); Serrone Biennale Giovani, Monza. Nel 2008 è stato finalista al PREMIO TERNA 01 nella sezione MegaWatt; ha partecipato a Orchiestrazione 16/Otium, Galleria Comunale d’Arte i Molini, Portogruaro, (VE). E’ stato finalista inoltre nel 2007 al Premio Celeste e al 2° Premio Internazionale di Pittura Artelaguna.
Del 2008 la sua prima personale Retro And come back a cura di Ivan Quaroni alla Galleria Area/B di Milano, seguita da ABCD, Able Baker Charlie Dog, sempre nella stessa galleria.
Le scene che de Biasi dipinge, se all’apparenza possono sembrare prive di significato, parti di una sorta di narrazione tronca e in cui i personaggi si muovono all’interno dello stesso perimetro perché impressi nello spazio senza idee prestabilite, in realtà lasciano allo spettatore il compito di scegliere il senso che le accompagna.
L’artista oggi si interroga su ciò che ritiene la base della propria ricerca: la condizione umana e il presente come luogo della contemporaneità, dell’istante in cui la scena diventa opera d’arte, un presente difficilmente rappresentabile e caratterizzato da rapidi cambiamenti, in cui le sfaccettature della varietà umana e antropologica sono rese sempre più esplicite dall’espressione tecnologica.
Ne emerge quindi la possibilità di esprimere tutte le molteplicità umane che sono state in passato celate, nascoste dietro un’unica identità, più definita ma inevitabilmente parziale.
La contemporaneità che nasce da questo cambiamento non è sintetizzabile né circuibile: ne deriva che ogni opera non è più la semplice rappresentazione del presente ma una rappresentazione della soggettività. Di conseguenza la scelta dei soggetti è delineata dalla selezione – ottenuta tramite istinto, curiosità, scelte precedenti, personalità ecc - del flusso di informazioni che ci bombarda ogni giorno.
L’attimo di compartecipazione, di condivisione o di individuale interpretazione è il vero senso dell’opera.
Il processo è importante, non il risultato. Come avviene con la vita, il cui senso non esiste, o non ne esiste uno solo. Il senso della vita è la vita stessa.







