Pino Guzzonato

Api, 1998, carta a mano e fibre, 75x80 cm

Nato nel 1941, vive e lavora in provincia di Vicenza dove ha una casa-laboratorio a Tretto di Schio.

Alla collaborazione con le Università di Utrecht e Parigi sono seguite la sua partecipazione alla 49° Biennale di Venezia e l’attività di organizzatore di workshop internazionali presso la cartiera di Dueville (VI). Ha esposto in numerosissime rassegne ed esposizioni: Aosta, Venezia, Torino, Bologna, Como, Parma, Cagliari, Padova, Ginevra, Vienna, Linz, in Slovenia, Francia e Giappone. Ha allestito mostre presso la Basilica Palladiana di Vicenza e il Museo Casabianca di Malo, la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’Antico Palazzo della Pretura di Castell’Arquato (PC) e l’Archiginnasio di Bologna, il Crédit Agricole di Poitiers e l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna. Hanno scritto di lui importanti critici e scrittori, tra cui Fernando Bandini, Mario Rigoni Stern, Virgilio Scapin, Andrea Zanzotto. Nel 2002 ha presentato un libro d’artista alla Biblioteca degli Uffizi di Firenze e tenuto una personale all’Accademia di Weimar su invito della Bauhaus. Guzzonato è un artista che crea sperimentando da molti anni con tecniche e materiali diversissimi, è scultore, pittore, disegnatore, incisore che ha usato la pietra, il legno, la ceramica, la plastica, il metallo, sempre utilizzando le qualità concrete e palpabili dei materiali, mettendo in luce le loro proprietà espressive.

Vecchi jeans, semi, terriccio, acciaio, foglie, pietre, plexiglas, carta: ogni materiale è riciclato, reinventato, ritrasformato senza perdere la propria anima, ma acquistando un nuovo significato.

Nonostante l’eterogeneità della sua produzione, le sue opere sono collegate da un filo conduttore ben preciso, in cui nelle contaminazioni fra elemento naturale e artefatto sono recuperate esperienze non soltanto visive, ma soprattutto sensoriali che stimolano i sensi naturali del tatto e della vista, mettendo in gioco le loro capacità di raccontare una storia e di comunicare un’esperienza. Un simbolo si affaccia spesso nelle sue opere: l’albero con il suo significato archetipo e la materia da cui è composto, il legno, che macerato e trattato diventa carta.

La carta infatti è diventata negli ultimi anni una parte importante della produzione artistica di Pino Guzzonato. Carta che l’artista fabbrica da sé a partire da tutti i materiali possibili. Carta che diventa impronta, sagoma da cui egli estrae il senso e l’anima delle cose. Carta che diventa libro. Libro che diventa oggetto naturale per la sedimentazione del pensiero, che si offre come luogo ideale di riflessione sulla complessità dell’uomo.